Sezione 01Dal foglio Excel al tag NFC
La gestione del magazzino è uno di quei processi dove l'inefficienza si nasconde benissimo. Tutto sembra funzionare — finché non manca un articolo che il foglio dava presente, o finché non si passano ore a fare l'inventario a mano. Questo è il racconto di un progetto reale: come abbiamo trasformato un magazzino gestito su Excel in un sistema basato su tag NFC, e cosa è cambiato.
Il punto di partenza era comune a moltissime aziende: un file Excel condiviso, aggiornato a mano, con le quantità che spesso non corrispondevano alla realtà degli scaffali. Ogni movimento — carico, scarico, spostamento — dipendeva dalla buona volontà di chi si ricordava di annotarlo. E quando qualcuno se ne dimenticava, il disallineamento si propagava.
Sezione 02Il problema: dati che non corrispondono alla realtà
Il sintomo più evidente era la discrepanza costante tra il magazzino fisico e quello "sulla carta". Gli operatori si fidavano poco del file e andavano a controllare di persona, vanificando l'utilità stessa di avere un registro.
A questo si aggiungevano gli errori di digitazione — un codice sbagliato, una quantità invertita — e l'impossibilità di sapere chi avesse movimentato cosa. L'inventario periodico era un'operazione lunga e frustrante, che bloccava persone per ore. E ogni decisione su riordini e scorte si basava su numeri di cui nessuno si fidava davvero.
Quando i dati di magazzino non sono affidabili, l'azienda compensa con il sovrastoccaggio "per sicurezza". Significa capitale immobilizzato e spazio occupato per colmare la sfiducia in un foglio Excel.